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Laboratori Terremoti di Carta

L’Associazione Terremoti di Carta avvierà a breve, come ogni anno, alcuni laboratori:

Giostra Serie Web Messina

La fiction di 7 puntate, le cui riprese sono iniziate ad Aprile/Maggio 2010, che è girata a Messina e che vede la presenza di molti attori messinesi e giovani alla prima esperienza, che hanno dimostrato la loro serietà e professionalità in un progetto totalmente FREE, porta la firma di un grande giovane regista: Antonello Piccione.
Nonostante la sua giovane età ha un curriculum di tutto rispetto, dopo aver ha conseguito il diploma di maturità artistica, con specializzazione in arti applicate, presso l’Istituto d’Arte “Ernesto Basile” di Messina, ha poi conseguito, nel 2005, la laurea in “Scienze e Tecnologie dell’Arte, dello Spettacolo e della Moda” con specializzazione in Cinema, con una tesi di laurea video dal titolo “ Il cinema di spada cinese: i wuxiapian di Zhang Yimou”, presso la Facolta di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Palermo. Ha frequentato un Corso di Editing (montaggio e ripresa), presso la Scuola di Cinema di Roma. Ha seguito diversivi laboratori: un laboratorio di regia televisiva a cura del regista Andrea Bevilacqua; un laboratorio di allestimento e regia di eventi di moda a cura dello scenografo Salvatore Alessi e un laboratorio di analisi dei testi audiovisivi a cura del critico cinematografico Emiliano Morreale.
Tra le numerose esperienze lavorative tutte molto importanti, ha lavorato come operatore, assistente operatore per MedStudios-Einstein Multimidia Group per Agrodolce (soap-fiction-Rai).
Antonello, ama definirsi con molta modestia film maker, ma è un regista di tutto rispetto, preparato e con le idee molto chiare, che ama il campo dello spettacolo in ogni sua forma. Ha tantissimi interessi che variano dalla letteratura, alla scrittura, dal viaggiare al girare video. Adora tutto ciò che è arte e creazione. Troppo attento alla camera, al movimento di macchina, alle luci, alle sfumature, ai particolari, allo spazio, agli oggetti e a chi è capace di parlare con gli attori e tirar fuori da loro il meglio. Preciso, scrupoloso, critico e perfezionista, sul set si arrovella tra cavalletti, microfoni, schermo, luci, videocamere e attrezzature di fortuna e bada maggiormente a quello che è l’aspetto puramente tecnico del film (sia durante le riprese che dopo con il montaggio).
“Per un film maker – dice Antonello Piccione – è importante iniziare comunque, nonostante le notevoli difficoltà tecniche ed economiche. Dare questo primo importante segnale alla gente, agli attori, ai tecnici e perché no, anche a me stesso è come affermare che non è vero che in questa città non si può fare niente. Tutto quello che viene creato, viene fatto senza alcun appoggio istituzionale o privato. Alle spalle non vi è alcuna produzione. Sicuramente, avere degli sponsor, ci avrebbe aiutato veramente tanto. La cosa veramente fondamentale, è aver creato dal nulla un buon gruppo di lavoro, dall’Operatore Alessio Rampello, al Microfonista Santi Savasta, all’aiuto Regia e Coach Actor Tiziana Lo Turco, alla Segretaria di Edizione Emanuela Andronico, all’Assistente alla Regia Emanuele Morabito, all’Ispettore di Produzione Daniele Calabrese, al Fotografo di scena Giovanni Lo Turco, che hanno creduto in questo progetto e stanno lavorando con me giorno dopo giorno per migliorarlo e portarlo al successo. In qualità di autore, credo che si possa ottenere un buon risultato se il progetto viene curato e portato avanti anche con l’aiuto di una produzione seria, che lo possa amare come noi lo amiamo”.
Tutto questo a dimostrazione che nella città dello Stretto c’è anche tanta gente capace e di grande volontà.
Al progetto collaborano, a livello grafico, Lelio Bonaccorso, Docente alla Scuola del Fumetto di Palermo e i Livello 0, gruppo musicale messinese, che ha curato la colonna sonora “Giostra”.
Gli argomenti trattati nei vari episodi della fiction sono legati ai problemi del territorio della città di Messina: delinquenza, disoccupazione, corruzione, cattiva amministrazione, criminalità, mala sanità, sete di potere ma anche amore, passione. Certe tematiche sono serie, ma nel mondo moderno tutti devono essere coscienti delle loro responsabilità.
La trama – Dopo sette anni di carcere, Luciano (interpretato da Alberto Molonia), capo del clan di Giostra, torna al comando della sua vecchia organizzazione. Niente è come un tempo, tutto è cambiato. I clan avversari, approfittando dell’assenza di Luciano, spingono i loro affari verso il centro città sottraendo territorio al clan di Giostra. Luciano, ora, dovrà ristabilire i vecchi equilibri per far sopravvivere la sua organizzazione alla guerra tra famiglie. Quella che tra tutte si oppone più apertamente al clan di Giostra è la famiglia dei Cammaroti, soprannominati “Bausi”, il cui capo indiscusso, Lillo, se potesse, strapperebbe con le sue stesse mani il cuore al vecchio amico Luciano. Un tempo i due erano amici. Le famiglie dei quartieri erano unite sotto il boss dei boss Salvatore Andoini detto “U Vapuri”. Alla sua morte però, le vecchie famiglie avevano sciolto l’alleanza e ognuna era tornata a governare indipendentemente il proprio quartiere. Così, dopo l’elezione di Luciano a capo del clan di Giostra, Lillo si era staccato dalla famiglia madre e ne aveva fondata una per conto suo con giovani leve, insediandosi nel quartiere di Camaro.
Da quel giorno, i due clan non avevano fatto altro che darsi battaglia per le strade cittadine. La pace era finita.  Un’altra figura molto importante della fiction è quella del giovane Giuseppe (interpretato da Luciano Cucinotta), giovane neolaureato in cerca di lavoro con evidenti difficoltà economiche e saranno proprio i soldi che porteranno Giuseppe a legarsi al gruppo criminale dei Bausi, clan che è in guerra col clan di Giostra. Entrambi i personaggi, a causa del loro disagio personale, saranno portati ad isolarsi e cercare un’altra via: Luciano quella della redenzione, Giuseppe, quella della perdizione. Il crimine non paga mai e quello che ti porta via è incalcolabile. Lo capisce Luciano che cerca di uscire dalla malavita, lo capirà anche Giuseppe, successivamente.
Io credo che la Sicilia dovrebbe credere di più nei suoi talenti e sostenerli. Ci sono autori, registi e attori messinesi, siciliani e meridionali che hanno grandi capacità artistiche e spesso, però, non sono sostenuti adeguatamente. Manca il mercato e quindi i produttori. Nessuno mette soldi propri per fare un’opera. Il guadagno sta nel risparmio perché tutti i produttori sono degli esecutivi, ovvero fanno i film con i soldi dello stato o dei contribuenti. Ma non è il caso di Messina, dove c’è un’enorme passione e tanta voglia e tanti bravi attori. Peccato che lavorano sempre i soliti, anche fuori parte. La torta è piccola e gli invitati sono tanti. Inoltre le sceneggiature sono insipide e non passano i confini. Troppa gente seria, troppi funzionari che controllano l’arte. Pochi pazzi. L’arte è cosa da pazzi, nel senso buono della parola.  I giovani non devono imparare ad avere successo. I giovani devono imparare a credere nelle loro capacità, nei lori desideri, nei loro sogni. Questa è la carta vincente. Noi non è certo il successo quello a cui miriamo e per cui stiamo lavorando, è ovvio che ci speriamo, ma “Giostra” è un sogno che stiamo realizzando insieme.
In un Paese che si lamenta della crisi del cinema e non da alcuna chance ai giovani, noi, come gruppo, non ci daremo per vinti battendo anche la strada del finanziamento privato, senza scoraggiarci e rispondendo con un sorriso semmai dovessimo ricevere risate in faccia da gente che non è nemmeno disposta a sentire di cosa parli la fiction o a guardare i nostri lavori precedenti. Ovviamente non tutto alla fine viene fuori come lo immagini, anche se cerchi di fare il meglio del meglio, ma è pur sempre vero che, con la fantasia si può fare qualunque cosa, mentre nella realtà non è proprio così, soprattutto se alla base c’è un budget pressoché inesistente.
Antonello Piccione è partito da zero e sta dimostrando che con una telecamera in spalla, una grande passione e gente che ci crede e gli sta vicino, si possono fare belle cose.
Il risultato, a sole due puntate, soddisfa parecchio, vedere la propria creatura prendere vita e poi crescere è proprio una bella sensazione.
Devo dire che per me è stata una bellissima soddisfazione vedere l’opera, prima solo pensata, poi letta e poi costruita e modellata sul set e infine prendere piano piano forma in sala montaggio.
Mi sono emozionata nel constatare che le scene sono venute proprio secondo le nostre aspettative ma siamo consapevoli che si può fare di meglio.
Vorrei aggiungere che come succede in ogni epoca travagliata per vari motivi, più si tocca il fondo e più escono fuori coloro che hanno aspettato nel fondo e che ora possono vedere la luce: quelli che sono semplicemente geniali: Alberto Molonia, Luciano Cucinotta, Christian Basile, Tiziana Lo Turco, Maurizio Calarese, Domenico Minutoli, Cono Messina, Giuseppe Tirrizzi e  tanti altri che conosco e che aspettano di uscire alla grande, come il mio grande e caro amico Antonello Piccione.
Vi do tre motivi perchè dovreste andare a vedere le puntate della Fiction Web “Giostra”:
-          Per sostenere il cinema indipendente italiano e i giovani registi e film makers.
-          Perché dobbiamo essere orgogliosi delle nostre radici siciliane e di realizzare qualcosa di buono e vincente a Messina.
-          Perché è un prodotto nato dalla passione, dall’impegno e anche dal divertimento;
Da tutto lo staff di MessinaWebTv un in Bocca al Lupo e complimenti ad Antonello Piccione, al suo staff e a tutti gli altri partecipanti!

fonte

Code is Poetry

Un uomo con la bombetta è arte? Forse no. Una mela? probabilmente no. Un uomo con la bombetta con il viso nascosto da una mela diventa arte.
Un quadrato, delle linee? Se sono disposte da un’anima diventano arte.
Due manichini sono artistici? Dipende.

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